Yashin

I ritratti di Eduardo


Lev Yashin chiudeva la porta senza lasciare neppure un piccolo spiraglio. Questo gigante dalle lunghe braccia di ragno, sempre vestito di nero, aveva uno stile spoglio, una eleganza nuda che disdegnava la spettacolarità dei gesti eccessivi. Era solito parare tiri fulminanti alzando solo una mano, tenaglia che afferrava e triturava qualsiasi proiettile, mentre il corpo restava immobile come una roccia. E senza muoversi, poteva anche deviare il pallone solo lanciandogli uno sguardo.

Si ritirò dal calcio molte volte, sempre inseguito dalle acclamazioni di gratitudine, e varie volte tornò. Un altro come lui non c'era. In più di un quarto di secolo, il portiere russo parò più di cento rigori e salvò chissà quanti gol già fatti. Quando gli chiesero quale fosse il suo segreto, rispose che la formula consisteva nel fumare una sigaretta per calmarsi i nervi e buttare giù un bicchiere di roba forte per tonificarsi i muscoli

Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio

Lenta può essere l'orbita della sfera

Michele Ansani
Lenta può essere l'orbita della sfera
Viaggio nel tempo e negli spazi del football
Roma, Edizioni Eraclea, 2016
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Sul taccuino di un viaggio (anzi, di un vagabondaggio, tra l’Europa e il Sudamerica) nelle terre del pallone, quelle risapute e quelle meno esplorate da cronache e storici, si affollano ricordi di nomi e di luoghi. Da William Dunning a Stanley Matthews, da Jan Studnicka a Ferenc Puskás, da Demóstenes a Johan Cruijff, da Meazza a Gilmar Popoca; dal Centenario a Wembley, dal Népstadion a Örjans Vall, da Vila Belmiro a San Siro. Nomi di sfondareti e leggendari portieri, nomi di stadi che rimandano a "una storia probabilmente destinata a fluire anche oltre il tempo del finimondo, semmai ci sarà - in fondo, il gioco è già sopravvissuto a due guerre mondiali, a infiniti conflitti locali, a epocali mutazioni politico-economiche, alle rivoluzioni tecnologiche e culturali".
L’autore ha affrontato questo viaggio in compagnia (saltuaria, oltreché immaginaria) di Vittorio Pozzo e assistito da un doppio alter ego (un professore sbrigativo e un ragazzino trasognato). Venuto il momento di riesaminare tutti gli appunti, di operarne una selezione, ne sopravvivono narrazioni brevi, un piccolo catalogo (epico, fantasmagorico, comico) di gesti, partite e santuari del calcio pre-contemporaneo, destinato a stuzzicare la memoria degli appassionati e sollecitarne la curiosità.

Recensioni:
- Scintille di calcio (Silvano Calzini, Melina. Rivista di Slow Football)
- La sfera in orbita (Carlo Martinelli, Palle di carta - Gruppo Espresso)

Bravi & Camboni

Paolo Piras
Bravi & Camboni
L'epica minore del Cagliari. Piedi storti, teste matte e colpi di genio
San Gavino Monreale, Egg, 2014

Recensioni: La Chanca (M. Chirico) - Palle di carta (C. Martinelli)

Facile parlare solo di campioni, nel tempo della TV onnipresente. Più difficile è conservare e tramandare l'epica dei "camboni", gli scarponi volenterosi i cui svarioni sono avvolti nelle leggende da bar. La storia del Cagliari, fatta di brevi glorie e lunghi periodi di purgatorio, è una galleria di eroi e bidoni, di gesta e di disastri, e di tanti gregari ingiustamente dimenticati. Calciatori, presidenti, allenatori: trentatré ritratti per altrettanti tipi umani, uniti nell'idea ostinata che un altro calcio sia possibile.